Diteci la vostra!

Abbiamo pensato di dare una svolta democratica al sito. È già possibile commentare liberamente i vari interventi, ed è stato piacevole vedere che il vostro sostegno non è tardato. Ma abbiamo deciso di accogliere fra i nostri interventi di “addetti ai lavori” le vostre riflessioni, le vostre esperienze o semplicemente un messaggio che volete lanciare.  Avete da condividere la storia di una gara importante? Scriveteci. Crediamo che questo sito possa diventare un portale dell’atletica metafora di una vita sana ed equilibrata, di una sportività “a tutto tondo” vissuta con gioia ed energia positiva. Mandateci il vostro intervento all’indirizzo associazionevita@gmail.com, e provvederemo a pubblicarlo. Come per le magliette, la vostra collaborazione è importante! Ma non fermatevi  a quello, diteci la vostra…

8 comments so far

  1. fabio on

    trovo che sia una splendida idea… in questo modo tutti possono collaborare alla crescita di questa importante iniziativa!

  2. micol on

    “E’ dura, ma passa.” Fu una compagna di nazionale a dirmelo per prima, mentre volavamo verso Santiago de Compostela per partecipare ai Mondiali Universitari di Cross. Quella frase mi provocò un brivido immenso, ma il buio di quegli ultimi anni fu squarciato da una luce improvvisa di speranza, con la stessa facilità con cui si squarcia un velo leggerissimo. Ricordo ancora quella piccola frase come l’aiuto più grande che ricevetti nel corso della malattia. Lei ci era cascata anni prima e in quel giorno era bella come il sole e in cammino verso qualcosa di nuovo.
    Ho voluto iniziare questo intervento con quella breve frase, perché credo ci sia profonda necessità di questo….di sapere che non esiste nulla di irrecuperabile e che bisogna avere la forza di imparare ad alzarsi.
    Io sono caduta nell’anoressia proprio negli anni in cui l’atletica era tutto e passavo a Tirrenia gran parte dell’anno. Vivevo di quelle magnifiche sensazioni di onnipotenza che mi dava la corsa e chiedevo al mio corpo un’efficienza ed una perfezione che lui non avrebbe potuto reggere a lungo.
    Nel mio caso non si trattava di scelte estetiche, quanto piuttosto di strategie prestative. Meno pesavo più veloce correvo le ripetute e più medaglie mi appendevo al collo.
    Avevo vent’anni e la convinzione che l’atletica mi avrebbe regalato il paradiso che cercavo e che non trovavo nè nell’università, né nel lavoro di giornalista, né probabilmente nella quotidianità delle mie giornate.

    Aveva ragione quella compagna di volo, che negli anni è diventata una dolcissima certezza ed una carissima amica (nonché una forte crossista): è stata dura uscirne e soprattutto è stata lunga la strada….ma oggi si tratta solo di un prezioso ricordo..di un’esperienza di vita vissuta.

    Io non faccio parte di quelli che dicono che “la sofferenza serve e che è stata una fortuna passarci perché poi si è diventati una persona migliore”…forse può anche essere vero che il passaggio di certi guadi fa crescere e che si diventa persone più gradevoli, ma credo che si possano percorrere innumerevoli strade per crescere, senza ridursi pelle e ossa e martoriare il proprio corpo gratuitamente.

    “Dai disturbi alimentari si esce.” Oggi sono io a dirlo a chi abbia bisogno di queste parole, come tanti anni fa’ lo dissero a me.

    Probabilmente molti di voi, come me, non arriveranno mai a capire le reali cause scatenanti di una patologia come questa, ma ciò che mi preme è dire che sarebbe ingiusto attribuirne la responsabilità allo sport e all’agonismo. Quello è solo un pretesto…un’occasione direbbero alcuni…per me è stato anche il gancio emozionale per fare leva e tornare a galla.

    Sono passati ormai sette anni dagli inizi di quel percorso. Dopo la malattia sono tornata a correre su buoni livelli e mi sono tolta qualche piccola soddisfazione cronometrica sui 5000 e 10000. Oggi corro, vado in bicicletta e appena posso nuoto. Non passa praticamente giorno in cui lo sport non entri nelle mie giornate, ma con uno spirito diverso…eppure sempre con la stessa entusiasmante passione per l’atletica e per quel magico anello rosso che ciascuno di voi…di noi…ha sempre sognato di poter domare.

    Un abbraccio Micol

  3. ELISABETTA on

    Sono emozionata per quello che siete riusciti a fare…gridare a tutto il mondo che l’anoressia si può superare,dare una certezza di forza e di coraggio a chi chiede un aiuto su questa malattia è proprio una cosa spettacolare!!!
    Anch’io ho la mia storia da raccontare ma questo alla prossima per ora ……W LA VITA!!!!

  4. Elisabetta Manenti on

    Eccomi qua,come promesso alla mia mitica e pazzoide amica Flaminia anch’io lascio qualche scricciolo di me in queste semplici righe, scritte senza tanto guardare alla punteggiatura o alla giusta parola, ma seguendo ciò che provo dentro, ciò che detta il cuore.
    Premetto che parlare di anoressia per una ragazza di 22 anni che l’ha vissuta in prima persona 2 anni fa, non è facile, anzi il primo passo per affrontarla è proprio ammettere che si è malati ma non di una febbre o di un raffroddore, di anoressia questa parola che spesso anche solo citarla porta vergogna e indifferenza da parte di chi la sente.
    Innanzitutto vorrei dire Grazie a Flaminia e a tutta la tua tribù, perchè questo sito non è nato da medici e dottori con laure e titoli impronunciabili, ma da ragazzi che vedono troppo spesso “fantasmi” che girano per la città, ragazze morte in cui nei loro occhi non c’è più luce, non c’è più voglia di vivere una vita spettacolare, una VITA con la V maiuscola.
    Bè io sono stata una di queste,a 18 anni ho iniziato ad avere problemi con il cibo e più passava il tempo più l’anoressia prendeva il soppravvento nella mia vita.
    Sono stati gli anni più bui e tristi della mia vita, non ridevo più,non uscivo più, non volevo più vivere…ma questa non era la vera Elisabetta!
    Sono andata da qualche psicologo o chissà cos’altro ma la medicina definitiva l’ho trovata a Bergamo nella Casa di cura Palazzolo centro dei disturbi alimentari (tel. 035-389206)
    Non sono uscita dall’anoressia con chissà quali farmici o stregonerie ma insieme a nove ragazzi come me con anoressia o bulimia, e soprattutto con il fantastico e meraviglioso aiuto di una trup di educatori che vivendo con noi per più di tre mesi ogni secondo della giornata ci hanno fatto rinascere, ci hanno fatto capire quanto sia spettacolare la vita.
    “NE VALE PROPRIO LA PENA?” questa era una delle tante cose che ci dicevano e sapete, la stella spenta che ero diventata con l’anoressia era proprio buia, invisibile , senza valore, ora invece luccica più che mai perchè è carica di nuova energia, di nuove amici, di voglia di vita!
    ciao ciao grazie tantissimissimo Elisabetta

  5. Mary on

    Mi sono unita a voi perchè penso veramante che questa sia un’iziativa importante, non “campata per aria” come qualcuno dice… anzi!! In giro e soprattutto nello sport si vedono tante persone con disturbi alimentari… tante persone che ne soffrono… eh,sì perchè penso che sia una vera e propria sofferenza.. spero in questo modo si possa portare pian piano ragazzi e ragazze a sorridere…. a RITORNARE ad essere felici, le persone che veramente erano…
    uniamoci il più possibile!!
    un abbraccio e complimenti a chi si sta mettendo di vero impegno in questa iniziativa 🙂

  6. Carla on

    é incredibile….state facendo una cosa spettacolare!!!
    mi viene da piangere per la commozione…
    non riesco a dir nient’altro, solo grazie grazie grazie…
    grazie per aver avuto il coraggio di affrontare un tema tanto vero quanto temuto, senza nessun pregiudizio, senza timore, ma con tanta voglia di dare un aiuto a chi magari si trova in questo tunnel buoi dei disturbi alimentari…
    e allora se vogliamo davvero combatterli è giusto non averne paura e soprattutto far capire a chi ha bisogno di aiuto che la nostra mano è rivolta verso loro!!!
    grazie grazie di cuore a tutti! Carla

  7. Anonimo on

    ragazze/i voglio solo dirvi una cosa; l’anoressia esiste ed è una malattia seria.
    si ha spesso paura, vergogna a parlarne, ma non c’è niente da nascondere..è una malattia come tutte le altre e basta!
    non sottovalutatela, porta ad un circolo vizioso dal quale è difficile uscire.
    le ragazze anoressiche sono tanto forti ma allo stesso tempo tanto fragili: si sentono forti perchè dominano la fame, ma ad un tratto si accorgono di essere tanto fragili da essere dominate dall’anoressia, tanto fragili da non riuscire a guarire da sole.
    non abbiate paura, è una malattia e nessuno ne ha colpa,ma ci sono centri specializzati per questo.
    L’ASSOCIAZIONE V.I.T.A. vuole mettere in guardia TUTTI : ragazze/i, genitori, allenatori e dirigenti perchè il rischio c’è ed è più alto di quello che si pensi ma sopratutto quest’associazione, fatta da ragazze e ragazzi come tanti altri che hanno vissuto questa malattia o che ne sono entrati a contatto e che vogliono reagire ad essa, vuole esserci per tutte le ragazze e ragazzi che stanno vivendo quest’esperienza, affinchè non si sentano soli e capiscano che l’anoressia insieme si può sconfiggere!
    la nostra maglietta col nostro slogan vuole essere un simbolo per tutti perchè “io Sono, io Mangio”: ognuno di noi è,e mangia perchè merita di vivere intensamente tutti gli attimi della propria vita.

  8. Anonimo on

    complimenti ragazze! siete davvero grandi! non mollate! un abbraccio


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